Skip to Content

Category Archives: Formazione

Commercio internazionale e Dogane: le nuove sfide | Un convegno per approfondire

Conoscere per competere sui mercati internazionali

Le nuove indicazioni che provengono dallo sviluppo del commercio internazionale coinvolgono un vasto target di operatori, dalla produzione alla consegna del prodotto finito.
Intercettare segnali di ripresa a livello internazionale, soprattutto per la manifattura italiana, significa migliorare la propria supply chain e saper arrivare in mercati lontani in termini fortemente competitivi.
Sanzioni, e-commerce, accordi di libero scambio, compliance doganale sono alcuni dei termini di un glossario che l’azienda deve conoscere nel dettaglio anche tramite la formazione continua di figure interne consapevoli dell’importanza del loro ruolo.
Formare sugli aspetti doganali significa infatti accrescere la competitività aziendale in termini di riduzione dei rischi, annullando o riducendo sanzioni amministrative e penali, controlli e ritardi nelle consegne e nelle forniture, accertamenti doganali in azienda e rallentamento delle attività.

L’appuntamento

Proprio per dare un sguardo chiaro e competente sugli sviluppi che attendono il “made in Italy” l’Università Cattolica del Sacro Cuore organizza il Convegno LE NUOVE FRONTIERE DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE: ASPETTI DOGANALI
Ecco il dettaglio:
Data e ora: Lunedì 27 maggio 2024 | ore 14.30 – 16.00
Luogo: Cremona, Aula Magna dell’Università Cattolica, Via Stefano Leonida Bissolati, 74

PROGRAMMA

Saluti introduttivi
Marco ALLENA, Università Cattolica del Sacro Cuore
Marcello ALFANO, Agenzia delle Dogane e Monopoli – Dirigente dell’Ufficio delle Dogane di Brescia
Roberta DI NOIA, Agenzia delle Dogane e Monopoli – Responsabile della SOT di Cremona
Intervengono
Bruno FERRONI, Università Cattolica del Sacro Cuore
Andrea MORELLI, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Team Leader AEO dell’Ufficio delle Dogane di Brescia
Andrea CAMERINELLI, Responsabile Accise e Dogane di Eni S.p.a.

Scarica qui la locandina [pdf]

0 Leggi di più →

Pianificazione doganale: vale la pena di non farla?

“Compliance doganale” ovvero quello che ogni azienda versata al commercio internazionale dovrebbe sapere.
Ma non è sempre cosi: ancora oggi, soprattutto nelle PMI, la pianificazione doganale non ha lo stesso rilievo dell’attività commerciale ed amministrativo-finanziaria.
Sottovalutarla comporta però tanti rischi.
Danilo Desiderio con competenza e chiarezza affronta l’argomento in un articolo apparso sul numero 6/2023 de Il Doganalista .

 

Compliance e pianificazione doganale

di Danilo Desiderio
Esperto in regolamentazione doganale e del commercio estero con più di 20 anni di esperienza nei settori della facilitazione del commercio, modernizzazione doganale, gestione integrata delle frontiere, commercio internazionale e promozione delle esportazioni. Autore di molte pubblicazioni in materia doganale

Chiunque effettua operazioni di commercio internazionale conosce l’importanza della ‘compliance doganale’. Nonostante si tenda oggi a fare abuso di questo termine, pochi tuttavia sanno esattamente cosa esso significhi e soprattutto quali siano le finalità del processo che mira ad assicurarla, ossia la cd. ‘pianificazione doganale’, con i rischi che esso mira a scongiurare. Questo articolo mira a gettare luce su questi due aspetti.

Compliance e pianificazione doganale

In una prima approssimazione, per compliance (o conformità) doganale si intende il fatto che le proprie spedizioni di merci sono conformi alle norme che ne regolano il trasferimento da e verso l’estero.

La compliance doganale è il risultato di un processo logico-analitico che consiste nell’esecuzione di una serie di operazioni, condotte ex ante (ossia prima ancora dell’avvio dell’operazione di commercio internazionale), aventi per oggetto l’analisi delle normative, delle procedure e dei requisiti documentali applicabili nel paese o territorio doganale di esportazione, di importazione e, a volte, anche in quello di transito. Questo processo, nel suo insieme, è detto di ‘pianificazione doganale’.

La relazione tra pianificazione doganale e compliance è pertanto un rapporto processo-risultato.

Navigare nelle procedure doganali di diversi paesi è tuttavia un’attività complessa che richiede tempo e competenze tecniche specialistiche. Ragion per cui il più delle volte si preferisce affidarne l’esecuzione ad un professionista esterno all’azienda, soprattutto quando quest’ultima non dispone di personale interno qualificato in grado di condurre tale analisi internamente.

Mentre la conformità doganale è un obbligo normativo, la pianificazione doganale è un’attività la cui conduzione rimane nella discrezione dell’operatore economico, ma che ciononostante costituisce la chiave di volta per un’esperienza di spedizione internazionale fluida, efficiente e con rischi ridotti al minimo.

Mantenere una posizione rigorosa nella conduzione delle attività di pianificazione doganale significa dunque elevare una barriera protettiva contro potenziali ostacoli alle spedizioni.

Le difficoltà nell’eseguire una corretta pianificazione doganale sono legate essenzialmente al fatto che ogni paese o territorio doganale presenta una propria serie di regole di importazione ed esportazione, misure tariffarie e requisiti di documentazione che differiscono gli uni dagli altri.

Trascurare o fare un passo falso nell’interpretazione di una sola di queste regole può innescare una reazione a catena di ritardi od interruzioni nelle catene di approvvigionamento, con l’applicazione di possibili sanzioni od addirittura il sequestro delle merci, esponendo l’azienda a perdite di fatturato e possibili danni di reputazione.

In estrema sintesi, è possibile classificare come segue i rischi che una adeguata pianificazione doganale tende a scongiurare:

Rischio finanziario

La mancata conformità alle normative sul commercio internazionale può gettare un’ombra sull’intera attività dell’azienda, causando contraccolpi finanziari in grado di impattare negativamente sul suo fatturato o di danneggiarne la reputazione.

Tra questi rischi rientra innanzitutto quello dell’applicazione di sanzioni pecuniarie, ed a volte anche penali, che possono nel primo caso essere addirittura retrodatate per compensare, ad esempio, il mancato pagamento dei dazi dovuti ad una certa data. I governi e le agenzie governative dei vari Paesi impongono la conformità doganale attraverso sanzioni che possono aumentare sensibilmente a seconda della gravità della violazione.

Tali sanzioni possono comportare la necessità per l’azienda di compensare la perdita sottraendo fondi inizialmente destinati ad altri settori, come la comunicazione, il marketing o iniziative di crescita o di sviluppo dei dipendenti (es. attività formative).

Ritardi e interruzioni

Ritardi e interruzioni rappresentano un altro rischio critico derivante dalla non-conformità. Le dogane ed altri organismi di controllo alle frontiere hanno il potere di sospendere o bloccare lo svincolo delle merci per condurre ispezioni o verifiche documentali. Le spedizioni non conformi sono soggette a tempi di sdoganamento mediamente più lunghi, con conseguenti ritardi che possono ripercuotersi lungo tutta la catena di approvvigionamento.

Di conseguenza, i programmi di produzione industriale possono risultarne sconvolti, innescando un effetto domino sui processi a valle che nei casi più gravi possono condurre ad annullamento degli ordini da parte dei clienti.

Confisca delle merci

La confisca delle merci è un rischio che grava soprattutto a carico di quelle aziende che trascurano o eludono deliberatamente le norme che presidiano le attività di commercio internazionale. Le autorità doganali hanno il potere di sequestrare e detenere le merci che non rispettano tali norme.

Questo può condurre ad effetti finanziariamente disastrosi per l’azienda, in quanto quest’ultima non solo perde il valore delle merci confiscate, ma sarà costretta a sostenere costi aggiuntivi associati a spese di custodia e di recupero della merce, inclusi i relativi procedimenti legali e costi dei difensori. Ció può avere anche un impatto sulle relazioni con i fornitori.

Perdita di accesso ai mercati

In alcuni casi la non-conformità può innescare restrizioni, divieti o perdita di privilegi commerciali nei mercati dove la violazione è stata commessa.

Questo può rappresentare un duro colpo per quegli operatori che fanno particolare affidamento su accordi commerciali preferenziali (e dunque tariffe preferenziali) per accedere a tali mercati e rimanere competitivi.

Reputazione

I consumatori sono sempre più sensibili alle caratteristiche etiche delle imprese dalle quali acquistano. Essi maturano aspettative non solo nei confronti della qualità dei prodotti, ma valorizzano anche fattori etici e di equità integrati nella loro produzione, come il rispetto di standard ambientali, dei diritti umani e dei lavoratori, e così via.

Addirittura, alcuni accordi preferenziali di commercio condizionano l’accesso ai benefici tariffari che introducono, al rispetto di standard di principi di democrazia, sviluppo sostenibile, di tutela dell’ambiente e dei lavoratori o di buon governo, spesso incardinati nella struttura stessa di tali accordi. È il caso ad esempio del sotto-regime SPG+ del Sistema di Preferenze Generalizzate o degli Accordi di Partenariato Economico (APE) dell’Unione Europea.

Le aziende che danno priorità alla conformità doganale sono in genere percepite come maggiormente attente a tali principi e particolarmente responsabili, il che favorisce la fedeltà dei consumatori al marchio ed i prodotti che quest’ultimo contraddistingue.

1 Leggi di più →

“Adelante, Pedro, con juicio”: l’Intelligenza Artificiale per l’export delle PMI

L’IA è sempre più cruciale per le PMI italiane: la necessaria espansione dei mercati e la variegata dimensione dell’assistenza alla clientela sono elementi che incidono sulla competitività aziendale.
In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale (IA) si presenta come strumento – per molti ancora totalmente sconosciuto – sicuramente strategico in una dimensione di mercati internazionali sempre più esposti non solo a variabili economiche ma anche a quelle geopolitiche.
Uno strumento potente, quindi, da conoscere in tutte le sue implicazioni.

Il sito www.export.gov.it offre un interessante vademecum sull’argomento, a partire dalla definizione

Cos’è l’Intelligenza Artificiale?

L’Intelligenza Artificiale è un campo dell’informatica che mira a sviluppare sistemi e tecnologie in grado di eseguire compiti che normalmente richiedono l’intelligenza umana. Questi sistemi utilizzano algoritmi complessi e si basano di meccanismi di apprendimento automatico (machine learning) e reti neurali artificiali per analizzare dati, trarre conclusioni e prendere decisioni in modo autonomo.

Applicazioni dell’IA per le PMI nell’export

L’Intelligenza Artificiale può essere di supporto in molteplici attività legate all’export. Vediamo insieme quali.

Analisi dei Dati

L’IA può aiutare le PMI a ottimizzare le attività legate alla raccolta, elaborazione e analisi di enormi quantità di dati raccolti da diverse fonti e provenienti da diversi mercati esteri. Queste analisi dei dati, ad esempio, possono fornire informazioni preziose sul comportamento dei clienti, le tendenze del mercato e le opportunità di espansione commerciale. Le PMI possono utilizzare queste informazioni per prendere decisioni più informate sull’espansione internazionale e le strategie commerciali.

In termini pratici, questo significa che le PMI possono raccogliere e analizzare dati provenienti da fonti come social media, siti web, e-commerce, sistemi di gestione dell’inventario e altre risorse. Questi dati possono includere informazioni sul comportamento degli acquirenti, le preferenze dei clienti, le recensioni dei prodotti, le fluttuazioni di domanda e offerta, le condizioni di mercato e molto altro ancora.

Una volta raccolti, i dati vengono elaborati e analizzati dai sistemi di Intelligenza Artificiale, che utilizzano algoritmi sofisticati per individuare pattern, tendenze e informazioni rilevanti. Ad esempio, l’IA può rivelare se c’è un aumento della domanda per un particolare prodotto in un determinato paese o se ci sono segnali di cambiamento nelle preferenze dei clienti.

Personalizzazione dell’offerta

Grazie all’IA, le imprese possono sviluppare e personalizzare con maggiore facilità i loro prodotti o servizi in modo da differenziarli dalla concorrenza nei mercati esteri. Ad esempio, un’azienda potrebbe personalizzare il suo sito web, i materiali di marketing o persino il proprio prodotto in base alle preferenze e alle aspettative dei clienti in un determinato paese.

Questo livello di personalizzazione non solo soddisfa meglio le esigenze degli acquirenti, ma può anche contribuire a posizionare l’azienda come un marchio riconoscibile e affidabile sul mercato internazionale.

Inoltre, riducendo i costi relativi allo sviluppo di prodotti su misura, l’IA aiuta le imprese a mantenere una maggiore flessibilità nell’offerta e a rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato, aumentando le possibilità di successo sul mercato internazionale.

Automazione dei processi

L’IA può essere utilizzata per automatizzare i processi operativi quotidiani, eliminando l’inefficienza derivante da compiti ripetitivi e time-consuming. Ad esempio, nell’ambito della logistica, i sistemi basati su IA possono pianificare itinerari ottimizzati per la distribuzione dei prodotti, tenendo conto delle condizioni stradali in tempo reale e dei tempi di consegna previsti. Questo non solo riduce i costi legati al trasporto, ma migliora anche la puntualità delle consegne.

Nel controllo di qualità, l’IA può essere impiegata per analizzare dati e rilevare eventuali anomalie o difetti nei prodotti in modo più preciso e veloce rispetto all’ispezione manuale. Ciò contribuisce a garantire la qualità dei prodotti e a ridurre i rifiuti e gli sprechi.

Predizione della domanda

L’IA utilizza dati storici, indicatori di mercato e altri fattori rilevanti per generare previsioni accurate sulla domanda futura. Questo processo di analisi avanzata consente alle PMI di anticipare le fluttuazioni del mercato e di adottare una strategia di produzione e distribuzione più agile e mirata.

Ad esempio, se è previsto un aumento della domanda per un certo prodotto in un determinato mercato estero, l’azienda può adattare la produzione e la logistica, garantendo che ci siano abbastanza prodotti disponibili per soddisfare la crescente richiesta. D’altra parte, se l’IA segnala una possibile diminuzione della domanda in un altro mercato, l’azienda può ridurre la produzione per evitare scorte eccessive.

Questa capacità predittiva dell’IA non solo consente alle PMI di ottimizzare la gestione delle risorse, ma contribuisce anche a migliorare la soddisfazione del cliente. Infatti, le aziende saranno in grado di fornire prodotti o servizi tempestivamente e in linea con la domanda effettiva, evitando così la frustrazione dei clienti dovuta a ritardi o a prodotti non disponibili.

Assistenza virtuale

L’assistenza clienti può essere migliorata tramite chatbot e assistenti virtuali basati su IA che sono in grado di rispondere rapidamente alle domande dei clienti e gestire le loro esigenze in qualsiasi momento del giorno o della notte, senza dover attendere l’orario lavorativo. Questa risposta immediata e costante, non solo soddisfa le aspettative dei clienti moderni, che desiderano una comunicazione fluida e senza interruzioni, ma libera anche il personale per concentrarsi su questioni più complesse e strategiche.

Inoltre, l’IA può gestire le richieste dei clienti in diverse lingue, abbattendo le barriere linguistiche e agevolando la comunicazione con clienti provenienti da tutto il mondo. Questa capacità multilingue amplia il raggio d’azione delle imprese, consentendo loro di servire clienti internazionali in modo più efficace.

Migliorare l’esperienza del cliente attraverso chatbot e assistenti virtuali, inoltre, non si limita solo a rispondere alle domande o ai problemi dei clienti. Questi strumenti possono anche raccogliere dati sugli utenti e le loro interazioni, consentendo alle aziende di personalizzare ulteriormente l’assistenza e di anticipare le esigenze dei clienti.

Sfide e considerazioni etiche

Nonostante i vantaggi evidenti, l’implementazione dell’IA comporta anche sfide e considerazioni etiche da non sottovalutare. È importante, ad esempio, garantire la sicurezza dei dati, la trasparenza nei processi decisionali automatizzati e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

L’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle imprese sarà sempre più rilevante nei prossimi anni, ma affinché il suo utilizzo possa generare un vantaggio competitivo rilevante con un impatto positivo lungo la export value chain, la condizione preliminare deve necessariamente essere la consapevolezza da parte delle imprese di ogni dimensione e settore che il proprio futuro deve passare, più in generale, per la trasformazione digitale. Deve dunque esserci la volontà di mettere in discussione il modus operandi e la struttura stessa delle aziende, aprendosi al cambiamento ma al contempo gestendolo pro-attivamente.

0 Leggi di più →

Sace, l’export italiano punta su innovazione e sostenibilità e supera i 660 miliardi (+6,8%) nel 2023

In un mondo ancora esposto a shock e incertezze, investire in digitalizzazione, innovazione e transizione energetica è la chiave per le imprese italiane per rafforzare sempre di più la competitività sui mercati internazionali e crescere in modo sostenibile.

La recente presentazione del Rapporto Sace 2023 ha evidenziato importanti trend per il commercio estero italiano.

I trend

Nel 2023 le vendite oltreconfine di beni supereranno i 660 miliardi di euro con una crescita del 6,8%, per proseguire a un ritmo del 4,6% nel 2024 e del 3,8% medio annuo nel biennio successivo
Si tratta di dati che fotografano la realtà macroeconomica italiana nella sua complessità stimando anche trend di assoluta importanza per capire lo sviluppo prossimo.
Il primo è rappresentato dalla Transizione energetica e dalla rivoluzione digitale, fenomeni destinati a incidere, con velocità diverse, a incidere profondamente sulla capacità delle imprese di presidiare i mercati esteri.
Il livello degli investimenti registra sempre maggiore interesse alle nuove tecnologie come il 4.0 e l’intelligenza artificiale unita ad una formazione costante e di alto livello e nuovi modelli di business: le imprese che investono in 4.0 e innovano il proprio modello di business hanno una probabilità di esportare superiore di circa tre volte rispetto a quelle che investono senza modificare il proprio modello
Infine, i cospicui investimenti per la transizione in corso – analizzati per la prima volta nel Rapporto – sosteranno le esportazioni italiane di tali beni che cresceranno del 9,3% quest’anno, del 9,7% il prossimo, accelerando poi a circa il 14% all’anno in media nel 2025-26

Destinazioni dell’export italiano

Tra le geografie di destinazione ottime prospettive arriveranno da mercati come i Paesi del Golfo – tra cui Arabia Saudita (+15,6%) ed Emirati Arabi Uniti (+10%) – Cina (+17%) e India (+10,3), Thailandia (+ 13,5%) e Vietnam (+8,1%), insieme a Messico (+ 8,4%) e Brasile (+7,2%), impegnati in un percorso di transizione energetica e trasformazione digitale, senza dimenticare gli Stati Uniti (+6%) e annotando la Croazia (+14,4%), new entry dell’Eurozona e porta d’ingresso ai mercati della regione balcanica.

0 Leggi di più →

Tre domande a Alberto Sterza (Witor’s). Passione per la logistica

Tre domande a:
Alberto Sterza
Logistics Manager Witor’s S.p.A.

 

 

Post pandemia e crisi mondiale delle supply chain, quale il punto di vista del Logistics Manager?
Penso che anche i non addetti ai lavori si siano accorti di come gli effetti delle varie chiusure che i vari Stati nel mondo hanno adottato nel tentativo di arginare gli effetti del Covid, si siano ripercossi sulla quotidianità vissuta in quei mesi. A fronte di chiusure dei flussi del commercio internazionale si verificò un’impennata della richiesta di determinati beni piuttosto che altri. Non fu un caso che in quei mesi si assistette al boom del e-commerce.
Chiusi nelle nostre case, contingentati per fare la spesa ai supermercati e solo per beni di prima necessità (o quasi), ci riversammo in massa sulla spesa elettronica con la conseguenza di condizionare pesantemente quei flussi che di contro si stavano “congelando”. In quella situazione ci volle poco a capire che anche le aziende che operavano in un contesto sempre più globalizzato avrebbero presto risentito di un terremoto che avrebbe sconquassato pesantemente tutte le principali Supply Chain del mondo.

In Witor’s come avete affrontato il problema?
Come tutte le aziende che hanno Supply Chain mondiali anche noi abbiamo risentito di quella situazione, al punto che abbiamo spesso valutato alternative di supply più corte e/o meno complesse con esiti però non sempre soddisfacenti.
Il tema del reshoring è stato ovviamente oggetto di discussione ma, ovviamente richiedeva tempi lunghi e spesso anche costi non sempre sostenibili. La situazione contingente poteva essere affrontata solo tramite il supporto di fornitori che con esperienza e professionalità potevano arginare i profondi ritardi di approvvigionamento.
Credo che sia soprattutto in quei momenti che si vede realmente la professionalità e la fidelizzazione di un fornitore verso il proprio cliente.
Personalmente ho dovuto affrontare il problema di forniture in arrivo dal Far East destreggiandomi tra blank sailing, short shipped, GRI (General Rate Increase) oltre che ovviamente fermi di produzione. E’ proprio in quei momenti che oltre alla professionalità dei fornitori serve la professionalità e l’esperienza della figura del Logistics Manager che applichi le sue conoscenze, soprattutto ponderando le priorità del momento con le capacità di supporto dei vari anelli della supply chain. La conoscenza della capacità produttiva del fornitore, la conoscenza della qualità di servizio dei vettori sia marittimi che aerei giustificano scelte che in momenti diversi non avrebbero senso, ma che in situazioni di emergenza, aiutano a “contenere i danni”.

Quanto ha pesato la sua formazione e/o esperienza in quei frangenti?
Moltissimo. Sia la formazione (la mia è acquista sul campo con 20 anni di esperienza da spedizioniere internazionale) sia e soprattutto l’esperienza ed il feeling con i carrier/forwarder. Al termine del biennio 2020/2021 è con orgoglio che posso affermare che con il mio ufficio logistico, con riferimento ai flussi su base FOB, riuscimmo ad approvvigionarsi dal Far east con tutti i quantitativi ordinati senza alcuna rottura di stock. Addirittura, l’azienda mi chiese di modificare le rese in acquisto da DAP a FOB per gestire direttamente gli imbarchi dal Far East su tutte quelle spedizioni DAP che i nostri fornitori asiatici non erano in grado di spedire. Fu per me un forte segnale di fiducia dell’azienda ma al contempo di fortissima responsabilità!! Molti fornitori ci dissero “la merce è qui, venitevela a prendere… non furono giorni tranquilli… ma ce l’abbiamo fatta”.

Con laurea in Giurisprudenza a Pavia, Alberto Sterza approda per caso alla logistica, un “prestito temporaneo” ad un settore che poi diviene vera passione e professione. In attesa di capire cosa fare della laurea e per dare una mano in casa, arriva la prima assunzione in una piccola società di spedizioni internazionali nella quale impara a fare di tutto: dalla spunta dei colli sui mezzi alla compilazione della vecchia bolla di trasporto fino alla stesura delle bolle doganali per passare dalle HBL le MBL le AWB gli EUR 1 i Form A fino agli incoterms… Dopo una serie di esperienza in altre società di trading e import/export arriva in Witor’s nel 2014: stessi temi ma visti da una nuova angolazione, quella dell’azienda di produzione. L’approccio di Sterza al lavoro è ancora permeato della sua formazione giuridica, forma mentale e spirito operativo che hanno condizionato e condizionano tutt’ora il suo approccio alla logistica. Per questo in azienda, diversi colleghi lo chiamano confidenzialmente “Avvocato”. In risposta Sterza sorride e aggiunge “Mancato Avvocato”…

Fondata nel 1959, Witor’s vanta una storia di oltre 60 anni nella lavorazione del cioccolato e una tradizione tramandata nel tempo che ha portato l’iconico cioccolatino Boero, una pralina di cioccolato fondente con ciliegia e liquore ideata nel 1962, ad essere uno dei rappresentanti dell’eccellenza dolciaria italiana nel mondo. Witor’s vanta un portafoglio di oltre 350 prodotti per molti dei quali la società gode di una posizione di leadership in Italia.  Witor’s ha un giro di affari complessivo intorno agli 85 milioni di euro, di cui circa la metà generato negli oltre 80 Paesi in cui è presente. L’attenzione all’etica e all’ambiente di Witor’s sono elementi condivisi da 21 Invest – dal 2021 presente nel capitale sociale – che si pone l’obiettivo di supportare l’azienda nel raggiungere il 100% degli acquisti di cioccolato certificato e sostenibile nei prossimi anni.

0 Leggi di più →

Moriconi (Unimi): formazione doganale, pilastro anche per le PMI

Formazione e diffusione di una cultura doganale di livello costantemente aggiornati sono spesso al centro dei dibattiti tra gli operatori economici.

Con la pubblicazione di Elementi e Materiali di diritto doganale di Luca Moriconi (Milano University Press, 2023) si procede proprio nella direzione di offrire ad ogni interessato una conoscenza sistematica e competente dei principali istituti della materia con l’obiettivo di suscitare spunti di discussione e avvicinamento ai temi soprattutto per le PMI.

Formazione doganale: le ragioni di un lungo impegno

di Luca Moriconi
Esperto in materia doganale. Professore a contratto di diritto doganale presso l’Università degli Studi di Milano e presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

LinkedIn

La recente esperienza didattica svolta per il Laboratorio ‘Operatore doganale europeo e export control’, nell’ambito del corso di laurea triennale in Scienze internazionali e istituzioni europee (SIE) presso l’Università degli Studi di Milano, mi ha portato ad elaborare alcuni spunti di riflessione riguardo alla crescente attenzione, anche da parte del mondo accademico, verso la materia doganale.

Come noto agli addetti ai lavori, questa materia è generalmente considerata un campo (minato) relegato dalla dottrina a una sommaria e sbrigativa trattazione a cui dedicare, al più, solo qualche pagina all’interno dei testi di diritto tributario.

Pur essendo caratterizzata da un solido e complesso impianto normativo, la materia doganale viene infatti abitualmente associata al mero svolgimento di procedure operative, con riflessi di natura pratica che si ritengono meritevoli di interesse solo da parte di quei soggetti (operatori doganali e aziende) che si trovano quotidianamente a dover gestire il complesso degli adempimenti e delle formalità collegate alle spedizioni internazionali.

Torno quindi mentalmente alla piccola aula gremita di studenti dell’Università Statale, dove ho avuto l’onore e il piacere di introdurre le ragazze e i ragazzi ai principi fondamentali e agli istituti del diritto doganale, non mancando di assecondare la loro genuina curiosità con analisi di documenti e casi pratici, ottenendo un feedback entusiasmante in termini di attenzione e interesse per la materia, con molte richieste di indicazione di ulteriori percorsi professionali e di approfondimento.

Questo incoraggiante riscontro manifesta la presenza di una richiesta/necessità formativa ben precisa nella specifica disciplina, che porterà, nel tempo, alla nascita di profili professionali pronti a raccogliere le opportunità e le sfide che, sempre più, si presenteranno nel contesto del commercio internazionale.

Tutto ciò non può che portare, sotto un diverso (ma non scollegato) aspetto, a una riflessione più ampia, legata alla profonda vocazione internazionale delle nostre PMI, contraddistinte dalle loro innate capacità di offrire, al contempo, tradizione e innovazione, con i loro prodotti che diventano testimonianza in tutto il mondo della qualità, e della eccellente reputazione, del made in Italy.

In questo processo di espansione commerciale sui mercati esteri, infatti, pur partendo da un pacifico vantaggio competitivo in termini di qualità del prodotto, le nostre piccole e medie imprese scontano, tuttavia, un grave gap legato alla scarsa conoscenza delle regole e delle procedure (doganali ma anche fiscali) che disciplinano la gestione documentale e contabile delle operazioni con l’estero, così muovendosi tra molteplici elementi di incertezza, con il rischio di possibili irregolarità.

Inoltre, il ricorrente utilizzo all’esportazione della condizione di consegna della merce ‘EX Works’, pur attraente in termini puramente commerciali, limita tuttavia fortemente la partecipazione attiva dell’azienda esportatrice alle delicate fasi dello sdoganamento e del trasporto delle merci.

In un tale contesto, appare evidente come un aumento delle competenze e delle capacità di gestione delle procedure doganali da parte delle aziende, anche con il supporto di qualificati professionisti, porterebbe alle stesse un’immediata ‘utilità marginale’ in termini di maggiore competitività e di qualificata presenza sui mercati esteri.

Attraverso l’utilizzo più consapevole degli istituti e delle semplificazioni previste dalla normativa doganale, infatti, le aziende esportatrici possono, da un lato, ridurre gli oneri e le tempistiche delle procedure e, dall’altro, proporsi sul mercato internazionale come partner commerciali sicuri e affidabili.

La compliance in materia doganale, è oramai ben chiaro, rappresenta oggi un fattore strategico di qualificazione e di riconoscibilità degli operatori economici, che sta assumendo, anche a livello di relazioni commerciali, una sempre crescente importanza.

È pertanto più che mai necessario supportare le aziende nel loro approccio operativo al commercio estero, con la messa a disposizione di strumenti concreti che rendano effettivamente accessibili alle stesse le possibili facilitazioni utili per gestire la materia doganale in modo più consapevole e vantaggioso.

La pubblicazione “Elementi e Materiali di Diritto Doganale” di Luca Moriconi è scaricabile in modalità “open access” anche qui

 

2 Leggi di più →

Servimpresa CCIAA Cr | Webinar gratuiti per l’internazionalizzazione

L’importanza della formazione continua è vitale anche per le PMI impegnate in un percorso di aggiornamento sui principali temi della internazionalizzazione.

Per questo, Servimpresa della Camera di Commercio di Cremona ricorda i prossimi webinar gratuiti organizzati dal sistema camerale lombardo, in collaborazione con la rete europea Enterprise Europe Network (EEN):

20 giugno – ore 9.30
Il marketing internazionale nell’era digitale: case studies
Relatrice: Emanuela Cattaneo
Link per l’iscrizione: https://conference-web-it.zoom.us/webinar/register/WN_zi9GORx6SMu5LesBg7MF2g

21 giugno – ore 9.30
Sostenibilità per l’export
Relatrice: Rita Bonucchi
Link per l’iscrizione: https://conference-web-it.zoom.us/webinar/register/WN_a7s0aW62TpixrWLCK0uuag

28 giugno – ore 9.30
Origine non preferenziale (Made In): come individuarla correttamente
Relatore. Giuseppe De Marinis
Link per l’iscrizione: https://conference-web-it.zoom.us/webinar/register/WN_TgbJ1atMQuCLY_Gfkm-x8A

29 giugno -ore 9.30
Competitività internazionale, sostenibilità, economia circolare
Relatore: Federico Rubin
Link per l’iscrizione: https://conference-web-it.zoom.us/webinar/register/WN_LNiuuY2dQAOD7mqHiQsU8

 

0 Leggi di più →