ll panorama del commercio elettronico internazionale si appresta a subire una rivoluzione radicale. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha recepito le linee guida del Regolamento (UE) n. 2026/382, che cancella definitivamente la storica franchigia doganale per le merci di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-UE (come Cina, Regno Unito o Stati Uniti).
La misura punta a contrastare la concorrenza sleale dei grandi marketplace asiatici e le frodi legate alla sotto-fatturazione delle merci.  Ecco i nuovi scenari:

L’impatto per i consumatori, quanto costerà di più?

Fino ad oggi, acquistando un prodotto da un sito extra-UE di valore inferiore a 150 euro, si pagava l’IVA italiana (solitamente il 22%) ma zero dazi doganali. Dal 1° luglio 2026 questa esenzione sparisce: viene introdotto un dazio fisso forfettario di 3 euro per ogni singolo articolo acquistato, e non per spedizione totale.

Cosa cambia concretamente dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028?

Il dazio fisso di 3 euro è solo una misura transitoria. A partire dal 1° luglio 2028, entrerà in funzione il nuovo sistema digitale europeo (EU Customs Data Hub). Da quel momento, tutti i prodotti pagheranno l’aliquota di dazio normale prevista dalla tariffa doganale (TARIC), che varia in base alla categoria merceologica (solitamente tra il 2% e il 12%), esattamente come accade oggi per i beni sopra i 150 euro.

Il regime IOSS, per evitare soprese

Per gestire questa transizione ed evitare blocchi alla dogana o costi occulti alla consegna, resta fondamentale il regime IOSS (Import One Stop Shop).Lo IOSS è un regime speciale facoltativo che permette ai marketplace e ai venditori di dichiarare e versare l’IVA in modo semplificato. In questo modo, l’acquirente paga ogni tassa direttamente al momento dell’acquisto online, velocizzando i controlli doganali ed evitando spiacevoli rincari al momento della consegna a casa.